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28 Agosto 2026

Il valore della sostanza organica nella coltivazione del kiwi

La concimazione del kiwi (nome generico di alcune specie del genere Actinidia) non può essere ridotta alla semplice distribuzione di elementi nutritivi. In un’actinidicoltura che – come quella contemporanea – sperimenta sempre più frequentemente estati molto calde, alternanza fra siccità e precipitazioni intense, problematiche dei suoli come salinità e compattamento e infine problematiche fitopatologiche complesse come la moria, il vero obiettivo deve essere una gestione ottimale della nutrizione abbinata alla preservazione della salute del suolo.

In questa prospettiva, la sostanza organica diventa un fattore chiave dal punto di vista agronomico: migliora la struttura, alimenta la biomassa microbica, aumenta la capacità di scambio cationico e rende più stabile nel tempo la disponibilità di nutrienti. Concimi organici e concimi organo-minerali, se scelti sulla base della loro composizione e della qualità della matrice organica in essi contenuta, oltre che distribuiti nei momenti corretti, incrementano la fertilità del suolo nella sua globalità, senza indurre squilibri vegeto-produttivi nella coltura.

La coltivazione dell’Actinidia in Italia

L’Italia ha un ruolo da protagonista nell’actinidicoltura europea. Le statistiche recenti collocano la superficie nazionale attorno ai 25.000 ettari in produzione, oltre 7.000 dei quali sono destinati alla coltivazione biologica.

Alla relativa stabilità delle superfici complessive si contrappongono forti oscillazioni nelle rese: la produzione potenziale è spesso superiore a quella effettivamente raccolta, a causa della frequenza elevata di annate sfavorevoli per motivi climatici (gelate, temperature elevate, carenze idriche) e biotici (moria e altre avversità).

La coltura è concentrata in pochi poli specializzati. Il Lazio, soprattutto l’Agro Pontino, rappresenta circa un terzo dei volumi prodotti; seguono Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e Calabria.

Attualmente in Italia sono ancora diffuse principalmente varietà a polpa verde della specie Actinidia deliciosa, ma cresce la coltivazione delle selezioni a polpa gialla e rossa di Actinidia chinensis. Questo cambiamento non è soltanto commerciale: vigoria, calendario di raccolta, fabbisogno in freddo, esigenze nutrizionali e capacità di accumulo della sostanza secca variano fra genotipi. Di conseguenza, anche le strategie di fertilizzazione dovranno essere varietali e non standardizzate.

Necessità idriche e termiche dell’Actinidia

Il kiwi ha un apparato radicale prevalentemente superficiale ed è caratterizzato da un’elevata traspirazione e scarsa tolleranza al ristagno idrico, pur richiedendo una disponibilità costante di acqua. Per questo un’adeguata tessitura del terreno, il drenaggio, la porosità e l’uniformità irrigua sono determinanti per garantire le performance produttive e lo stato fitosanitario della coltura e sono a loro volta favoriti da una presenza adeguata di sostanza organica nel suolo. Ciò a maggior ragione nelle annate, come la 2026, in cui le elevate temperature estive sottopongono la pianta a intensi stress idrici. Già a temperature intorno ai 32 °C il kiwi mette in atto strategie difensive per ridurre la traspirazione e, con la chiusura degli stomi, rallenta l’attività fotosintetica.

Gestione del suolo e moria del kiwi

Come già descritto in un precedente approfondimento, la moria del kiwi è oggi ritenuta una sindrome multifattoriale. Degrado della struttura del suolo, ristagno idrico e conseguente ipossia compromettono l’efficienza dell’apparato radicale. In un contesto colturale così “stressato” possono anche verificarsi squilibri nel microbiota a favore di oomiceti associati alla moria, fra cui diverse specie dei generi Phytopythium e Phytophtora, e di batteri anaerobi del genere Clostridium, anch’essi coinvolti nella sindrome. I sintomi comprendono ridotta crescita dei frutti, avvizzimento, disseccamento della chioma e perdita anticipata delle foglie.

La prevenzione richiede drenaggio, baulatura dove necessaria, irrigazione guidata da sensori, limitazione del traffico di mezzi su terreno bagnato e uso di materiale vivaistico sano. Una buona dotazione organica del suolo può rendere il sistema radicale più resiliente perché favorisce aggregazione, infiltrazione equilibrata e biodiversità.

Anche i microrganismi utili devono essere inseriti nella strategia di contenimento della moria del kiwi: micorrize, Trichoderma, Bacillus e consorzi microbici selezionati possono stimolare la radicazione, favorire l’assorbimento di elementi nutritivi ed entrare in competizione con funghi patogeni.

Esigenze nutrizionali del kiwi e timing di concimazione in actinidicoltura

Trattandosi di coltura perenne, il kiwi prevede una concimazione di fondo pre-impianto, finalizzata ad assicurare una sufficiente dotazione di sostanza organica ed elementi nutritivi a lenta cessione, oltre che a correggere eventuali squilibri del suolo, e una concimazione di copertura.

In pre-germogliamento (ripresa vegetativa) l’attenzione deve essere posta soprattutto alla somministrazione di Azoto, apportando solo una frazione del fabbisogno annuo. In questa fase, esso servirà soprattutto a stimolare lo sviluppo della chioma. Anche un’adeguata disponibilità di Fosforo è importante in primavera, per stimolare l’attività radicale. Da tenere sotto controllo durante la fase di sviluppo vegetativo più intenso è anche la disponibilità di Ferro, soprattutto in terreni a pH più alto, per evitare l’insorgenza di clorosi ferrica.

In fioritura e allegagione la disponibilità di Boro è importante per i processi riproduttivi, ma occorre fare attenzione al fatto che nelle cultivar sensibili un eccesso di questo elemento può dar luogo a fenomeni di fitotossicità.

Durante l’accrescimento dei frutti è il Potassio a essere protagonista, sostenendo la traslocazione degli zuccheri e la pezzatura, ma dosi eccessive alterano gli equilibri con Calcio e Magnesio, importanti rispettivamente per migliorare la consistenza e la conservabilità dei frutti e favorire la fotosintesi.

Nelle settimane precedenti la raccolta è consigliabile limitare gli apporti di Azoto se la vigoria è già elevata, per non penalizzare l’accumulo di sostanza secca e la consistenza e conservabilità dei frutti. In post raccolta, finché le foglie sono fotosinteticamente attive, una nutrizione moderata può favorire l’accumulo di riserve; questa somministrazione va però valutata in relazione alla durata della stagione, allo stato dell’apparato fogliare e al rischio di lisciviazione. L’apporto post-raccolta non deve stimolare vegetazione tardiva, suscettibile al freddo. In questa fase possono essere distribuiti anche concimi organici inoculati con microrganismi utili. Questi favoriranno il recupero dell’equilibrio in terreni stanchi e/o impoveriti dalla stagione appena conclusa.

Concimazione organica e organo-minerale in actinidicoltura

In considerazione della forte dipendenza delle performance produttive e dello stato fitosanitario del kiwi dalla creazione di un ambiente ottimale per gli apparati radicali, la concimazione organica e quella organo-minerale risultano particolarmente indicate in actinidicoltura.

Se opportunamente scelti in base alla loro composizione in macro, meso e microelementi, i concimi organici e organo-minerali consentono infatti di soddisfare le esigenze nutrizionali della coltura con una sovrapposizione ottimale tra disponibilità degli elementi nutritivi e picchi di assorbimento da parte della pianta, riducendo al contempo le inefficienze e i quantitativi di elementi nutritivi persi per lisciviazione, evaporazione e immobilizzazione.

Ma non è tutto qui: le matrici organiche contenute in questi fertilizzanti – se di qualità, ovvero altamente umificate e provenienti da fonti controllate – agiscono positivamente sulle proprietà fisiche e microbiologiche dei suoli. Ciò è particolarmente importante per il kiwi, considerate alcune sue peculiarità: la necessità di apporti idrici costanti, la sensibilità ai ristagni e la rapida diffusione della moria, strettamente legata a stati di disequilibrio e degrado dei suoli.

Infine, la concimazione organica e organo-minerale assume un’importanza primaria in actinidicoltura biologica, essendo estremamente limitato il numero di concimi minerali ammessi (solo di origine naturale).

Nutrire il kiwi promuovendo l’equilibrio nella rizosfera

La redditività dell’actinidieto dipende sempre più dalla capacità di mantenere funzionale il suolo. Una strategia di concimazione efficace associa analisi, bilancio dei nutrienti, irrigazione di precisione e apporti organici di qualità. La sostanza organica, infatti, non è un semplice ingrediente della concimazione, ma il fulcro della fertilità globale del terreno.

Se presente in quantitativi adeguati nel terreno e nelle sue diverse forme (dalle più labili alle più stabili) in equilibrio tra loro, essa attenua le oscillazioni nella disponibilità idrica, sostiene la nutrizione, limita gli effetti del compattamento, contribuisce alla resilienza nei confronti di caldo e siccità e contrasta fitopatie complesse come la moria del kiwi, anche grazie all’azione di stimolo esercitata sulla proliferazione dei microrganismi utili e sulla biodiversità del microbiota del suolo.

Agribios consiglia

SR 29 è un concime organo-minerale che apporta in un solo passaggio sostanza organica e una frazione minerale contenente Azoto a cessione graduale, Fosforo e Potassio, nonché meso e microelementi, tra i quali spiccano Magnesio e Zolfo. La matrice organica di SR 29 è costituita da una miscela di letami altamente umificati, della migliore qualità e fermentati naturalmente per un periodo complessivo di circa 180 giorni in un luogo coperto e ventilato. Questo lungo periodo di maturazione riduce il tenore di umidità, arricchisce la sostanza organica di acidi umici, neutralizza il pH e sanifica la massa rendendola esente da nematodi, salmonelle, patogeni, antibiotici e semi di erbe infestanti.

Biocomplex 6.8.12 è prodotto a partire da una miscela di concimi organici ad alto contenuto di Azoto e di Fosforo con l’aggiunta di solfato di Potassio, per avere un concime organo-minerale completo di tutti gli elementi nutritivi richiesti dalle piante e un rapporto ideale tra i vari nutrienti. Biocomplex 6.8.12 permette una pronta e al tempo stesso prolungata azione fertilizzante con rilascio graduale di tutto l’Azoto organico contenuto, che consente un’unica distribuzione all’inizio del ciclo colturale. Esso favorisce inoltre un’intensa attività microbica nel suolo. La presenza di aminoacidi liberi svolge un’azione biostimolante in sinergia con gli acidi umici, consentendo una rapida ripresa dell’attività radicale delle piante anche in condizioni sfavorevoli, come, ad esempio, nel caso di stress termici. L’uso di Biocomplex 6.8.12 è ammesso in agricoltura biologica.

Agri Bio Aktiv è un attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata e inoculi batterici e fungini. Oltre a fornire sostanza organica ed elementi nutritivi, favorisce e orienta la proliferazione nel terreno dei microrganismi utili allo sviluppo delle piante. Utilizzato in post-raccolta su kiwi favorisce l’accumulo di riserve nella pianta in autunno, utili ad affrontare al meglio la riresa vegetativa nella primavera successiva, rivitalizza i terreni stanchi o impoveriti dallo sfruttamento produttivo intensivo e, grazie alla presenza di Trichoderma e batteri della rizosfera, contrasta per antagonismo funghi patogeni come Fusarium, Pythium e Phytophthora.


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