I Trichoderma, preziosi alleati in agricoltura

Decenni di osservazioni e studi sulle specie fungine appartenenti al genere Trichoderma hanno dimostrato che quelle interessanti in agricoltura sono numerose, alcune delle quali autorizzate all’uso nella formulazione di prodotti per la nutrizione e la protezione delle piante coltivate.

Si tratta infatti di funghi dall’azione diversificata, in grado di influenzare in vario modo la salute e le performance produttive di colture erbacee e arboree.

Cosa sono i Trichoderma

I funghi del genere Trichoderma sono microrganismi terricoli. Questo fatto, talora, è stato messo in secondo piano dal loro impiego nella formulazione di prodotti liquidi utilizzati per applicazioni su legno, ad esempio per la protezione delle ferite provocate con la potatura. Trichoderma, infatti, è in grado di colonizzare tali ferite e contrastare l’ingresso, ad esempio, dei funghi responsabili del complesso del Mal dell’Esca su vite.

Tuttavia, la capacità dei Trichoderma di moltiplicarsi sulle parti epigee delle piante è, a tutti gli effetti, un “plus” riscontrabile in questi microrganismi che, invece, tendenzialmente vivono nel suolo oppure diventano endofiti, tanto che anche nella colonizzazione delle ferite da potatura si nota una penetrazione del fungo fino a una certa profondità al di sotto della superficie del taglio.

Le specie più studiate, e di cui alcuni specifici ceppi vengono sfruttati in agricoltura, sono: Trichoderma asperellum (in precedenza classificato come T. harzianum), Trichoderma gamsii, Trichoderma atroviride e Trichoderma harzianum.

I Trichoderma migliorano lo stato sanitario di suoli e piante

I Trichoderma colonizzano efficacemente la rizosfera e le radici delle piante e producono diversi metaboliti con caratteristiche antimicrobiche. I meccanismi con cui i Trichoderma riducono l’insorgenza di malattie delle piante sono la competizione per i nutrienti e lo spazio, la sintesi di metaboliti antifungini, il micoparassitismo, la produzione di enzimi litici che degradano le pareti cellulari dei patogeni fungini delle piante e l’induzione di meccanismi di resistenza nelle piante.

Grazie a tali azioni, i Trichoderma mostrano un impatto significativo sul contenimento di malattie causate da funghi dei generi Armillaria, Fusarium, Pythium, Phytophtora, Rhizoctonia, Sclerotinia, e Verticillium, sia in serra che in campo.

Incrementare rese e qualità con i Trichoderma

L’applicazione di ceppi di Trichoderma al terreno aumenta la produttività e la qualità di colture di monocotiledoni e dicotiledoni, come orticole, cereali e piante ornamentali, grazie alla produzione di fitormoni (auxine) e sostanze ad azione fitoregolatrice e biostimolante. Tra queste ultime si citano diversi enzimi (cellulasi, proteasi e chitinasi) in grado di favorire la mineralizzazione della sostanza organica e influenzare positivamente la disponibilità di elementi nutritivi per la pianta, e siderofori, molecole organiche a basso peso molecolare in grado di chelare il ferro e di incrementarne la biodisponibilità. Quest’ultima funzione risulta particolarmente utile in terreni a pH basico, dove il Ferro si trova in forma ferrica, poco assorbibile dalle radici.

L’azione biostimolante determina anche su un incremento della tolleranza delle piante agli stress ambientali come siccità, salinità, presenza di metalli pesanti nel suolo e temperature estreme. Ad esempio, l’inoculazione di piante di pomodoro con un ceppo di T. harzianum ha alleviato efficacemente gli effetti negativi dello stress da freddo, determinando un aumento del peso fresco e secco di germogli e radici, nonché un miglioramento della fotosintesi, del tasso di crescita e del contenuto idrico delle foglie. Nella stessa prova si è rilevato che i geni TAS14 e P5CS, che codificano per enzimi e proteine metaboliche che mediano la tolleranza della pianta allo stress da bassa temperatura, sono stati regolati nella loro espressione dall’inoculazione di T. harzianum.

Tollerante e performante

Il successo dell’applicazione di specie appartenenti al genere Trichoderma come agenti di biocontrollo e biostimolanti in agricoltura deriva anche da alcune loro caratteristiche intrinseche come la capacità di crescita rapida su substrati diversi e la resistenza a numerose sostanze chimiche tossiche, tra cui fungicidi (ad esempio, azoxystrobin) erbicidi e inquinanti organici. Inoltre, Trichoderma si è dimostrato capace di degradare alcuni contaminanti tossici, tra cui trinitrotoluene e cromo esavalente.

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