Materie prime e formulazioni
Febbraio 21, 2023

Fertilizzanti inoculati: come sceglierli e utilizzarli al meglio?

Il ruolo fondamentale svolto dai microrganismi nel mantenimento e nell’incremento della fertilità dei terreni è ormai una conoscenza acquisita. Ma in considerazione del fatto che nei suoli agricoli, e in particolar modo nella rizosfera, vivono miliardi di specie diverse di microrganismi, certamente vi è ancora molto da comprendere sull’argomento.

Nel nostro approfondimento La rizosfera come miniera di microrganismi utili abbiamo descritto i principali raggruppamenti di batteri e funghi del suolo che svolgono azioni interessanti in termini agronomici. Alcuni di essi possono essere utilizzati nella formulazione degli inoculi micorrizici che la legislazione vigente consente di aggiungere a matrici ammendanti per formulare fertilizzanti inoculati.

Oltre alle micorrize, negli inoculi aggiunti alla matrice organica di base possono essere contenuti batteri della rizosfera e funghi del genere Trichoderma, noti per la loro azione antagonista nei confronti di temibili parassiti terricoli.

Agribios è stata la prima azienda italiana a produrre fertilizzanti inoculati con microrganismi utili. Il fatto di vantare questo primato, oltre a essere motivo di orgoglio per Agribios, è sinonimo di un’expertise maturata nel tempo e di tecnologie che le consentono di ottimizzare i processi produttivi e l’efficacia delle formulazioni ottenute.

 

Fertilizzanti inoculati: l’efficacia dipende dalla tecnologia

In commercio esistono fertilizzanti inoculati con microrganismi utili in formulazione sia solida che liquida.

Anche la linea Terrapiù di Agribios, specificatamente dedicata a questa tipologia di prodotti, propone queste due formulazioni. In entrambi i casi, le tecnologie utilizzate hanno lo scopo di proteggere e promuovere la massima vitalità dei microrganismi contenuti nei prodotti, a garanzia dell’efficacia di ciò che si andrà a distribuire in campo.

Nei fertilizzanti solidi della linea Terrapiù gli inoculi micorrizici sono associati alla matrice organica ammendante pellettata. La vitalità degli inoculi è garantita dal fatto che la matrice organica non viene trattata in forni ad alta temperatura di esercizio, bensì lasciata essiccare naturalmente. Tra i vantaggi che derivano da questa tecnica produttiva vi è anche il fatto che il pellet, una volta distribuito in campo, si scioglie rapidamente, diventando substrato di moltiplicazione per i microrganismi contenuti nell’inoculo.

Per legge il contenuto in micorrize di un fertilizzante inoculato deve essere indicato in etichetta come percentuale in peso. Questo dato in realtà è solo parzialmente significativo, perché non tiene conto della capacità dell’inoculo di generare propaguli, che differenzia i prodotti in termini di efficacia, a parità di contenuto di micorrize in peso.

Nel caso dei prodotti liquidi, a fare la differenza sono le dimensioni delle micorrize. Per la precisione, la produzione industriale di micorrize avviene utilizzando substrati solidi organici, normalmente radici (frequentemente di sorgo). Prima di essere addizionate alla matrice organica, le micorrize devono essere triturate. Se i frammenti ottenuti hanno dimensioni superiori ai 70 micron, si corre il rischio che il prodotto distribuito in fertirrigazione non consenta alle micorrize di giungere a target, perché bloccate dai filtri. Le nostre micorrize prodotte da Agribios Italiana non corrono questo rischio in quanto micronizzate e idrosolubili, quindi veicolabili in acqua, nella quale vanno a costituire una sospensione. La micronizzazione è un processo non solo costoso, ma anche estremamente delicato in quanto se non correttamente realizzato porta con sé il rischio che le micorrize, eccessivamente triturate, una volta apportate al terreno non riescano più a stabilire la simbiosi con la pianta.

Da ricordare infine che l’efficacia dei prodotti inoculati è fortemente legata al pH della matrice, che deve essere subacido per favorire l’attività di funghi e batteri.

 

L’inoculo perfetto non esiste... ma quello mirato sì!

Quali effetti positivi possono derivare in agricoltura dall’uso di fertilizzanti inoculati? Le piante mostrano in generale maggior vigoria e maggiore sviluppo radicale, da cui discendono una maggiore resistenza allo stress idrico, un miglior assorbimento degli elementi nutritivi e una minore suscettibilità a patologie della radice: su una radice espansa, per esempio, i danni che i Nematodi riescono a provocare sono inferiori a quelli determinati su radici più contenute.

Come già riportato, i fertilizzanti inoculati con microrganismi utili possono contenere, oltre alle micorrize, anche batteri della rizosfera e/o funghi del genere Trichoderma. A fare la differenza sull’azione del prodotto che contiene un inoculo piuttosto che un altro sarà ovviamente la proporzione in cui i diversi microrganismi sono miscelati, avendo sempre ben chiaro che le loro azioni sono sinergiche e si potenziano reciprocamente. Un esempio? La maggior disponibilità di nutrienti del suolo determinata dall’azione dei batteri della rizosfera favorisce la nutrizione della pianta, che a sua volta si avvantaggia del miglior assorbimento legato alla presenza di simbiosi micorriziche. Al contempo, l’azione di funghi antagonisti dei patogeni che agiscono a livello radicale migliora lo stato sanitario della radice e conseguentemente la sua funzionalità.

 

Micorrize sì, micorrize no

È sempre utile utilizzare fertilizzanti addizionati di inoculi micorrizici?

Dipende. La micorriza, affinché si possa stabilire adeguatamente la simbiosi, impone alla pianta uno stop vegetativo di qualche giorno. Alcune coltivazioni dal ciclo più lungo sopportano bene questo rallentamento perché il beneficio trarranno dalla micorrizazione sarà superiore al “danno” generato dal pur breve ritardo vegetativo registrato in fase di avvio della coltura. Ma su cicli molto brevi non è così. Pertanto: sì ai fertilizzanti inoculati per le arboree o le orticole a ciclo lungo come pomodoro, melanzana, zucchina e cetriolo; no per un’insalata, una valeriana o un ravanello.

 

Fertilizzanti inoculati: non un “di più”

Gli inoculi di microrganismi utili sono una risorsa preziosissima per l’agricoltura di oggi e di domani, perché in grado di supportare in maniera efficace le colture nell’affrontare condizioni colturali estreme, che spesso mutano in maniera repentina.

Alla luce del cambiamento climatico in corso, si tratta di strumenti irrinunciabili per fare un’agricoltura redditizia e di qualità, anche in considerazione del fatto che il Farm to Fork chiede agli agricoltori europei di ridurre progressivamente le unità fertilizzanti distribuite al contempo senza minare la fertilità del suolo. Una sfida che Agribios vuole raccogliere e affrontare insieme al mondo agricolo, cui mette a disposizione tutta la sua esperienza nello sviluppo e nella formulazione di questi prodotti.

 

Agribios consiglia

Agri Bio Aktiv è un attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata addizionata di inoculi batterici e fungini. Oltre a fornire sostanza organica ed elementi nutritivi, favorisce e orienta la proliferazione nel terreno dei microrganismi utili. La presenza nell’inoculo di Trichoderma harzianum e viride e di batteri della rizosfera limita con diversi meccanismi d’azione lo sviluppo di agenti patogeni responsabili di alcune malattie dell’apparato radicale come Fusarium, Pythium, Armillaria, Sclerotinia, Phytophtora e Rhizoctonia. Migliora lo stato sanitario della coltura, incrementa le produzioni per ettaro delle colture da reddito, migliora l’aspetto visivo delle piante ornamentali e dei tappeti erbosi e fornisce l’idoneo supporto per lo sviluppo dei microrganismi.

Biosinergy è un concime organico attivatore dell’apparato radicale a base di sostanza organica umificata, batteri della rizosfera e inoculi di funghi micorrizici. Oltre a fornire sostanza organica umificata ed elementi nutritivi, favorisce la formazione di simbiosi micorriziche e lo sviluppo dell’apparato radicale. La sua particolare composizione, ricca di acidi umici, stimola la radicazione e la simbiosi tra apparato radicale e funghi micorrizici. La simbiosi favorisce la crescita delle piante e la resistenza agli stress di vario genere (attacchi fungini, parassitari, idrici e termici). Da impiegare preferibilmente su solanacee, cucurbitacee, carote, fragole e su colture a ciclo medio – lungo (almeno 40-50 giorni).

Biophos è un concime organico consentito in agricoltura biologica, altamente innovativo e multifunzione. Oltre ad apportare sostanza organica umificata di elevata qualità agronomica e ad azione rigenerante del suolo, apporta uno specifico pool di batteri della rizosfera che agiscono sul fosforo insolubile presente nel suolo, rendendolo disponibile per le colture. Alcuni batteri, infatti, producono naturalmente fosfatasi alcalina e fitasi, sostanze che solubilizzano i fosfati minerali. Rappresenta quindi una nuova frontiera nella concimazione fosfatica sostenibile dove, anziché apportare l’elemento fosforo minerale, in via di esaurimento nelle miniere mondiali, si utilizza quello già presente ma non più disponibile perché insolubile.


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