Focus colture •
24 Settembre 2026

Post-raccolta melo e pero: concimare per reintegrare e rivitalizzare

Il settore produttivo delle pomacee, melo e pero in testa, sperimenta un contesto di mercato nel quale, come accade per molte altre colture, gli effetti dei cambiamenti climatici pesano non solo sulle rese ma anche sulla qualità del prodotto e sui costi di gestione, mentre al contempo cresce da parte del mercato la richiesta di mele e pere di qualità, dal punto di vista della loro salubrità, nonché delle caratteristiche merceologiche (pezzatura, consistenza, conservabilità, colore, profumo), nutrizionali e nutraceutiche. La necessità di mantenere standard qualitativi elevati si scontra dunque con un contesto colturale sfidante, soprattutto nelle ultime annate.

Con la raccolta ancora in corso per le varietà tardive nel momento in cui viene redatto questo approfondimento (settembre 2026), forniamo alcuni dati generali sulla produzione di mele e pere in Italia e in Europa.

Mele in flessione, pere in lieve ripresa

In Europa la produzione di mele mostra una crescente variabilità: per la stagione 2026/2027 le stime indicano circa 9,5 milioni di tonnellate, con un calo vicino al 16% rispetto all’anno precedente e livelli tra i più bassi dell’ultimo decennio. L’Italia limita la flessione e mantiene un ruolo centrale nel comparto, con una produzione melicola stimata intorno a 2,27 milioni di tonnellate, grazie alla specializzazione produttiva di Alto Adige, Trentino, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia.

L’andamento della produzione di pere è invece differente. Dopo annate segnate da gelate e siccità, nonché da problematiche fitosanitarie (maculatura bruna, in particolare) e parassitarie consolidate ed emergenti (carpocapsa, cimice asiatica), che hanno portato a un consistente abbandono di questa coltura, la produzione europea appare in parziale recupero, con previsioni 2026 in aumento rispetto all’anno precedente: poco meno di 2 milioni di tonnellate, con una crescita del 5,5% rispetto al 2025. In Italia si prevede di raccogliere 347.000 tonnellate di pere dai circa 20.000 ettari investiti a tale coltura, in crescita rispetto alle 293.000 tonnellate del 2025. Nonostante questa lieve ripresa, il settore pericolo nazionale continua a mostrare una serie di fragilità: superfici ridotte, impianti datati e talora poco performanti, costi di produzione elevati, rese discontinue e crescente pressione climatica impongono una gestione agronomica precisa e razionale.

Gestione del suolo e concimazione per mele e pere di qualità

La gestione del suolo e la concimazione rivestono un ruolo centrale nella coltivazione di melo e pero, non solo perché concorrono al soddisfacimento delle esigenze nutrizionali delle colture, ma anche per il loro influsso sull’equilibrio e la resilienza delle piante, ancor più auspicabili in presenza di andamenti climatici imprevedibili e spesso stressanti.

Le elevate temperature associate a siccità sperimentate nell’estate 2026 e in altre annate recenti in molti areali di coltivazione di melo e pero in Italia incrementano il rischio di squilibri fisiologici, di alterazioni a carico del processo di maturazione a causa della discontinuità nell’attività fotosintetica, di ridotto accumulo di metaboliti secondari, di pezzature e colorazioni irregolari (anche per problemi di scottature) e infine di scarso accumulo di riserve negli organi perennanti della pianta.

Ne conseguono due considerazioni pratiche.

La prima è che la strategia di concimazione adottata deve avere tra i suoi obiettivi non solo quello nutrizionale ma anche quello di mantenere e rigenerare la fertilità del suolo nella sua globalità (fertilità, che peraltro, è messa a dura prova dai cambiamenti climatici).

La seconda è che, ancor più di quanto lo fosse in passato, diventa indispensabile prevedere interventi in post-raccolta finalizzati non solo a reintegrare le asportazioni, ma anche a rigenerare il suolo e a supportare l’accumulo di riserve nella pianta, in vista del risveglio vegetativo.

Nutrire melo e pero in post raccolta

Particolare attenzione deve essere posta al contenuto in sostanza organica dei suoli e alla loro vitalità ovvero alla loro fertilità biologica, poiché un microbiota in equilibrio e biodiverso non solo riduce il rischio di diffusione di malattie dell’apparato radicale e di patogeni che svernano / risiedono nel suolo (come nel caso della maculatura bruna del pero oppure della verticilliosi e di diversi marciumi radicali e del colletto del melo), ma favorisce anche la smobilitazione prolungata nel tempo di elementi nutritivi già presenti nel suolo, che vengono resi disponibili per l’assorbimento da parte di melo e pero. Anche queste due colture arboree, infatti, come molte altre presentano una intensa attività di accrescimento radicale durante l’autunno.

Non solo, nei meleti e nei pereti intensivi, soggetti a ripetuti passaggi di macchine negli interfilari, un adeguato tenore in sostanza organica dei suoli consente di contrastarne il compattamento e di recuperare porosità, portanza e capacità di ritenzione idrica: l’immagazzinamento di acqua piovana durante l’autunno deve essere favorito, considerato l’andamento siccitoso delle estati, ormai così diffuso e frequente.

La creazione di condizioni di equilibrio nella rizosfera supporta la pianta, più in generale, nel recupero degli effetti degli stress multipli affrontati nel corso della maturazione e della stagione calda. Qualora i suoli si presentassero particolarmente stanchi, fatto non infrequente in zone a elevata specializzazione produttiva, dove il meleto e il pereto succedono a loro stessi, l’apporto di sostanza organica può non essere sufficiente per stimolare la proliferazione di microrganismi utili, che in tal caso potranno essere apportati, localizzandoli nella rizosfera, per mezzo di concimi inoculati. L’applicazione di tali prodotti mostra la propria efficacia non solo al risveglio vegetativo, ovvero in quella fase in cui la pianta deve assorbire elevati quantitativi di elementi nutritivi per sostenere lo sviluppo della chioma, ma anche in autunno, per favorire la smobilitazione di riserve di nutrienti contenuti nella matrice organica del suolo o presenti in forma immobilizzata (Fosforo).

La sostanza organica nella concimazione di melo e pero

Sulla scorta di quanto sopra riportato e con riferimento alle tecniche di concimazione di melo e pero, possiamo affermare che la concimazione organica e quella organo-minerale permettono di intervenire sia sulla disponibilità di elementi nutritivi, sia sulla qualità dell’ambiente radicale e sulla rivitalizzazione e rigenerazione dei suoli. Ne deriveranno un miglioramento della porosità del suolo (con riduzione dei fenomeni di ristagno), dell’efficienza delle unità fertilizzanti distribuite e della smobilitazione delle riserve di nutrienti già presenti nel suolo.

Un suolo vivo consente di utilizzare meglio l’acqua irrigua, riduce gli sbalzi di disponibilità nutrizionale e rende più sostenibili gli interventi tecnici. Nei frutteti destinati a lunga durata, questo approccio rappresenta una forma di investimento produttivo.

Per meleti e pereti efficienti e resilienti

La concimazione di melo e pero deve essere letta alla luce dell’evoluzione del settore: produzioni più variabili, costi elevati, maggiore esposizione agli eventi climatici e richiesta di frutti con standard qualitativi sempre più rigorosi. In questo scenario, la sostanza organica del suolo diventa il punto di partenza per costruire frutteti efficienti e resilienti.

Agribios consiglia

Agri Bio Aktiv è un attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata e inoculi di microrganismi utili alle piante, batterici e fungini. Oltre a fornire sostanza organica ed elementi nutritivi, favorisce e orienta la proliferazione del microbiota del suolo. I vantaggi derivanti dall’uso di Agri Bio Aktiv possono essere così riassunti: incremento delle rese delle colture da reddito; miglioramento dello stato generale della coltura; supporto per lo sviluppo dei microrganismi utili; rigenerazione della fertilità di suoli stanchi e degradati. Agri Bio Aktiv è autorizzato all’uso in agricoltura biologica.

Fumier Sulfer è una miscela di letame umificato, proteine animali parzialmente idrolizzate, Zolfo micronizzato e solfato ferroso eptaidrato. Apporta sostanza organica di alta qualità ed elementi nutritivi. Gli acidi umici presenti nel letame umificato si legano, tramite i legami carbossilici e fenolici, al Ferro bivalente, con formazione di umati di ferro. La chelazione del tutto naturale rende poi disponibile il Ferro attraverso il complesso ciclo della materia organica. È il concime ideale per tutte le colture avide di Ferro e Zolfo come alcune orticole (spinaci, bietole e lattuga) e le piante ornamentali; è inoltre ideale per colture arboree quali il kiwi, il ciliegio e la vite. L’apporto di sostanza organica di alta qualità migliora le caratteristiche fisiche del suolo e stimola la biodiversità del microbiota, mentre gli elementi nutritivi vengono rilasciati con gradualità, riducendo le perdite. Fumier Sulfer è autorizzato all’uso in agricoltura biologica.

Biocomplex 6.8.12 è un concime organo-minerale prodotto a partire da una miscela di concimi organici ad alto contenuto di Azoto e di Fosforo con l’aggiunta di solfato di Potassio. Permette una pronta e al tempo stesso prolungata azione fertilizzante con rilascio graduale di tutto l’Azoto organico contenuto, che consente un’unica distribuzione all’inizio del ciclo colturale. Favorisce inoltre un’intensa attività microbica nel suolo, con effetto positivo sulla fertilità. Combina l’azione fertilizzante della componente organica con la disponibilità di Azoto di pronta efficacia, grazie alla presenza di aminoacidi liberi che svolgono un’azione biostimolante in sinergia con gli acidi umici, consentendo una rapida ripresa dell’attività radicale delle piante anche in condizioni sfavorevoli, come, ad esempio, nel caso di stress termici. Il Potassio apportato migliora la resistenza delle piante agli stress idrici e termici e la produzione di zuccheri, nonché la pezzatura e la colorazione dei frutti. Biocomplex 6.8.12 è autorizzato all’uso in agricoltura biologica.


Prodotti correlati

Agri Bio Aktiv
Agri Bio Aktiv

Concimi con microrganismi utili

Fumier Sulfer
Fumier Sulfer

Concimi organici

Biocomplex
Biocomplex

Concimi organo-minerali

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti ora
immagine icona della newsletter
Agribios Italiana s.r.l.
Yara