Focus colture
Febbraio 8, 2024

Concimazione primaverile delle Pomacee? Organo-minerale è meglio!

Le superficie destinata alla coltivazione delle Pomacee nel nostro Paese è stata pari a poco meno di 80.000 ettari nel 2023, per lo più collocati nelle regioni del Nord, ma non solo (la Campania riveste un ruolo importante nel comparto, per esempio).

Se la melicoltura presenta da alcuni anni dati in crescita o tutt’al più stabili, le pericoltura versa invece in una situazione di difficoltà congiunturale. Entrambe le filiere sono comunque tra le più importanti della nostra agricoltura, per la riconosciuta qualità delle produzioni.

 

La coltivazione del melo e del pero in Italia

In base ai dati Istat, nel 2023 in Italia la superficie produttiva investita a melo è stata di circa 54.000 ettari (con Alto-Adige, Trentino e Piemonte in testa alla classifica delle regioni), che hanno fornito una produzione – tra mele destinate al consumo fresco e mele avviate alla trasformazione – pari a circa 2,1 milioni di tonnellate, simile a quella del 2022.

Sempre nel 2023, la superficie coltivata a pero è stata invece di circa 23.000 ettari, situati per quasi il 60% in Emilia-Romagna e in leggero calo rispetto all’anno precedente. La produzione totale ha visto invece una drastica riduzione, dalle 520.000 tonnellate del 2022 alle 280.000 del 2023. Se poi confrontiamo il dato del 2023 con quello del 2018 (926.000 tonnellate di pere prodotte in Italia), il calo produttivo raggiunge valori davvero preoccupanti.

Le cause di questa contrazione sono da imputare principalmente ad avversità ambientali, come le gelate primaverili, la siccità e le recenti inondazioni, ma anche a problemi fitoiatrici importanti (due su tutti: la Ticchiolatura e la Maculatura bruna), difficili da controllare a causa della progressiva riduzione di sostanze attive impiegabili per il contenimento di questi patogeni. Per quanto attiene il problema della Maculatura, già in passato in uno dei nostri articoli ci siamo occupati dell’importanza di impiegare concimi inoculati con microrganismi utili per favorire un migliore stato fitosanitario della pianta e al contempo esercitare un’azione di antagonismo nei confronti degli inoculi fungini presenti nell’eventuale cotico erboso e nei residui colturali a terra.

 

Nutrire le Pomacee dal risveglio vegetativo in poi

Tra fine inverno e inizio primavera, in vista del risveglio vegetativo e della successiva fioritura, melo e pero devono essere adeguatamente sostenuti dal punto di vista nutrizionale con una concimazione mirata.

Le esigenze annuali in macroelementi, da stabilire in maniera più precisa in funzione della tipologia di suolo, delle condizioni climatiche e dell’entità delle rese, sono collocabili in questi range:

Melo: N 80-150 kg/ha; P205 50-100 kg/ha; K20: 200 kg/ha.

Pero: N 150 kg/ha; P205 80-90 kg/ha; K20: 80-120 kg/ha.

Le necessità della pianta variano, per ciascun elemento, nelle diverse stagioni, in funzione degli stadi fenologici. Le modalità di distribuzione dei concimi, le tipologie di prodotti utilizzati e l’andamento meteorologico modificano ovviamente la biodisponibilità dei nutrienti nel tempo.

Tanto per il melo quanto per il pero, la disponibilità di Azoto è cruciale in primavera ed estate per la produzione di nuovi tessuti e lo sviluppo vegetativo della pianta, ma occorre evitare concimazioni azotate estive (tardive) per non incorrere in un prolungamento eccessivo del ciclo vegetativo e nella mancata entrata in dormienza durante l’autunno.

Il Fosforo invece è indispensabile per la fioritura e lo sviluppo radicale. La sua nota tendenza all’insolubilizzazione, che rende l’elemento indisponibile per le piante anche in presenza di un contenuto rilevante nel suolo (dando luogo al noto fenomeno della phosphorus depletion), rende necessaria una gestione oculata della concimazione fosfatica.

Il Potassio, infine, contribuisce alla formazione dei boccioli fiorali, migliora la resistenza alle malattie e contribuisce alla maturazione dei frutti, influenzando positivamente la fotosintesi.

Si ricorda inoltre che in tutte le stagioni sono indispensabili in quantità adeguate anche

Calcio e Magnesio, essenziali per la costruzione delle pareti cellulari e per il corretto svolgimento della fotosintesi.

Si rammenta altresì che Calcio e Potassio risultano essere antagonisti, per cui occorre gestire in maniera razionale la concimazione, onde evitare che l’eccesso di uno di questi due elementi determini un insufficiente assorbimento dell’altro.

 

Agribios consiglia

La concimazione primaverile delle Pomacee beneficia dell’uso di prodotti organo-minerali, in grado di rilasciare gli elementi nutritivi in modo lento nel tempo, proteggendoli al contempo da perdite e inefficienze, nonché di contribuire al miglioramento della struttura del suolo e di attivare i microrganismi utili presenti nella rizosfera.

Agricomplex 7.5.14 consente, con un solo passaggio, di apportare assieme alla frazione minerale contenente Azoto, Fosforo e Potassio, anche una importante quantità di matrice organica altamente umificata, costituita da una miscela di letami. Agricomplex 7.5.14 apporta anche nutrienti secondari e microelementi, contenuti nella matrice organica, anche se solo il Magnesio, lo Zolfo e lo Zinco sono presenti in quantità dichiarabile per legge.

Biocomplex 6.8.12 è prodotto a partire da una miscela di concimi organici ad alto contenuto di Azoto e Fosforo con l’aggiunta di solfato di Potassio. Permette un’azione fertilizzante pronta e al tempo stesso prolungata, con rilascio graduale di tutto l’Azoto organico contenuto, che consente un’unica distribuzione all’inizio del ciclo colturale. Biocomplex 6.8.12 combina infatti l’azione fertilizzante della componente organica con la disponibilità di Azoto di pronta efficacia, grazie alla presenza di aminoacidi liberi. Questi svolgono una azione biostimolante in sinergia con gli acidi umici, consentendo una rapida ripresa dell’attività radicale delle piante anche in condizioni sfavorevoli, come, ad esempio, nel caso di stress termici. Biocomplex 6.8.12 favorisce inoltre un’intensa attività microbica nel suolo con effetto positivo sulla fertilità. Fondamentale poi la presenza del Potassio, che consente sicuri risultati produttivi quali-quantitativi, migliorando la resistenza delle piante agli stress idrici e termici, la produzione di zuccheri, la pezzatura e la colorazione dei frutti. L’impiego di BIOCOMPLEX 6.8.12 consente anche di aumentare la capacità di ritenzione idrica del suolo e la capacità di scambio cationico, diminuendo il pericolo di dilavamento dei nutrienti.


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