Microrganismi utili più efficaci con la matrice giusta

Come è ormai dimostrato tanto dalla pratica quanto dalla ricerca scientifica, la presenza di un “tessuto” di microrganismi vitale e biodiverso all’interno dei terreni coltivati è indispensabile per garantirne la salute e la fertilità. E pur essendovi ancora molto da scoprire in materia di microbiota del suolo e di relazioni funzionali che si instaurano sia tra i diversi microrganismi che lo compongono sia tra questi e le radici delle piante, è ormai appurato il ruolo fondamentale di alcuni di essi nel facilitare la nutrizione delle piante, favorirne lo sviluppo vegetativo e la produzione di frutti e contrastare la diffusione di patogeni e parassiti.

Microrganismi utili: dal suolo al suolo

Le azioni benefiche dei microrganismi utili in agricoltura assumono un ruolo ancora più interessante nell’odierno contesto colturale, caratterizzato da perdita di fertilità dei terreni coltivati per eccessivo sfruttamento, diffuso rischio di desertificazione e salinizzazione legato ai cambiamenti climatici e a pratiche agricole intensive e necessità di limitare le perdite di elementi nutritivi distribuiti con la concimazione, sia per incrementare l’efficienza della pratica, sia per limitarne l’impatto ambientale.

Per questo, diverse specie di batteri e funghi isolati nel suolo vengono moltiplicati a livello industriale e utilizzati come inoculi in fertilizzanti a diversa formulazione, attraverso i quali vengono reimmessi nei terreni coltivati.

Ma è così semplice reintegrare o incrementare la presenza di microrganismi utili nel suolo?

Sostanza organica e microrganismi utili

Esiste un legame inscindibile tra sostanza organica del suolo e microrganismi che in esso abitano. Anzi, i microrganismi stessi sono parte di tale materia organica, costituendone la frazione viva. Al contempo essi hanno un ruolo determinante nella mineralizzazione della sostanza organica del terreno e da essa traggono sostanze nutritive. In particolare, essi vengono stimolati dalla frazione umificata della materia organica, più in particolare dagli acidi umici e fulvici.

Questi non solo agiscono da veicolo per il trasporto di nutrienti alle piante e migliorano la struttura e la porosità del suolo, ma fungono anche da substrato per la crescita microbica.

Vitalità ed efficacia dei microrganismi contenuti nei fertilizzanti

In Agribios conosciamo bene l’importanza della qualità delle matrici organiche con cui devono essere prodotti i fertilizzanti, così come la necessità di supportare i microrganismi utili inoculati nei concimi con una sostanza organica dalle caratteristiche adeguate.

I lunghi processi di umificazione naturale cui vengono sottoposte le materie prime, di origine animale e vegetale, destinate a diventare le matrici dei nostri fertilizzanti, non prevedono l’essiccazione in forni: occorrono mesi per ottenere il risultato desiderato, ovvero una sintesi elevata di acidi umici e fulvici e parametri compositivi ottimali, ma la materia organica così trasformata, grazie anche al fatto che anche il prosieguo del processo produttivo avviene completamente a freddo, costituisce il substrato ottimale per inoculi di batteri della rizosfera e funghi micorrizici, che giungeranno pertanto vitali al suolo e qui si moltiplicheranno ed esplicheranno efficacemente le lor funzioni benefiche.

Non così nel caso in cui i microrganismi utili vengano distribuiti al suolo su matrici minerali, che non forniscono alcuna garanzia di supporto alla loro vitalità ed efficacia.

Potenziare gli effetti dei microrganismi utili con ECO BOOSTER

Alla costante ricerca di livelli di eccellenza nelle performance dei propri prodotti, Agribios ha recentemente messo a punto ECO BOOSTER.

Si tratta di un substrato attivo ottenuto da esclusivi processi di fermentazione controllata di sostanze naturali, ricco di preziosi metaboliti, componenti enzimatiche attive e modulatori di crescita microbica

Impiegato durante la maturazione della matrice organica destinata alla produzione di fertilizzanti, ne incrementa a qualità e la rende in grado di favorire la crescita delle specie microbiche utili, tanto di quelle inoculate nel fertilizzante, quanto di quelle già presenti nel suolo.

Ne risulta un potenziamento delle attività benefiche esercitate da tali microrganismi, con conseguente miglioramento della nutrizione delle piante e della loro resistenza a parassiti, malattie e stress ambientali.


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