Materie prime e formulazioni
Ottobre 24, 2022

Il polpino di sansa per produrre ammendanti e concimi organici

Dalla lavorazione delle olive in frantoio per la produzione di olio deriva un sottoprodotto dalle molteplici possibilità di reimpiego, tra le quali anche l’uso per la formulazione di concimi e ammendanti: stiamo parlando della sansa vergine di olive, costituita per la maggior parte da polpa e bucce delle drupe (polpino) e in minor misura da frammenti di noccioli (nocciolino).

Al pari di molti altri sottoprodotti della trasformazione di prodotti agricoli, anche la sansa, se riutilizzata, contribuisce a incrementare la sostenibilità della filiera di origine, riducendo gli scarti e gli oneri derivanti dalla gestione del loro smaltimento che, trattandosi di scarti di natura organica, necessita di particolari attenzioni e del rispetto di specifiche normative.

 

Cos’è la sansa di olive

La sansa vergine rappresenta circa il 30 – 50% in peso delle olive lavorate e la sua composizione – in particolare il suo contenuto in acqua – varia in funzione del metodo adottato per estrarre l’olio extravergine e l’olio di oliva.

La sansa vergine contiene dal 20 al 30% di acqua e dal 60 al 75% di materiali solidi (polpino e nocciolino), oltre a olio residuo, in percentuale variabile dal 4 al 12% in peso, che può essere estratto con l’uso di solventi (nella maggior parte dei casi esano), generando come sottoprodotto la sansa esausta. Essendosi tuttavia contratto nel tempo il mercato dell’olio di sansa, sempre più spesso il sottoprodotto del frantoio è sansa vergine.

 

Dalla sansa di olive energia e sostanze nobili...

Il polpino, o sansa denocciolata, può essere utilizzato per la generazione di biogas in impianti di digestione anaerobica, mentre il nocciolino trova impiego come combustibile solido. La sansa può essere inoltre un ottimo integratore per alimenti destinati ad alcune specie domestiche, allo scopo di migliorare la qualità e conservabilità delle carni prodotte. La sansa è infine ricca di sostanze antiossidanti e nutraceutiche – polifenoli in particolare – che trovano impiego nell’industria alimentare e in cosmetica.

 

...ma anche packaging, materiali edili e oggetti d’arredamento

Meno noto, forse, è il fatto che dalla polvere di sansa può essere ottenuta una pellicola per la conservazione degli alimenti, interessante sia per la sua biodegradabilità, sia per la sua capacità di protezione bioattiva degli alimenti dalle ossidazioni.

Ancor meno noto, e di recente introduzione, è il suo uso in miscela ad argille per la produzione di laterizi porosi dall’elevato potere di isolamento acustico.

Ancora: mescolato a resine sintetiche, il nocciolino di sansa può dar luogo a un materiale denominato Pòmesin, col quale possono essere prodotti oggetti di arredamento.

 

Il polpino di sansa in agricoltura

Il polpino è utilmente impiegato nella produzione di ammendanti e concimi organici. Con una percentuale di sostanza secca dell’85-90%, il polpino è interessante dal punto di vista agronomico per il suo contenuto in sostanza organica, carbonio organico e carbonio umico e fulvico, cui si aggiungono quello in azoto, sotto forma di proteine, ma anche in potassio, calcio e fosforo.

 

Il polpino nei prodotti Agribios

Per Agribios, in particolare, il polpino rappresenta una materia prima di particolare interesse per la formulazione di prodotti destinati alle filiere Vegan, che richiedono la totale esclusione dell’uso di prodotti di origine animale, e alla filiera residuo zero, riservata a coltivazioni che richiedono l’assenza di residui. Come spiegato nello Speciale Vegetale: programma per la concimazione 100% vegetale e a residuo zero, contemplare soluzioni a base 100% vegetale per la cura della fertilità fisica e chimica dei suoli non significa semplicemente soddisfare le esigenze di un mercato di nicchia, peraltro in forte crescita, ma più in generale puntare alla massima valorizzazione di matrici organiche, in una concezione evoluta di agricoltura, che ambisce a divenire il più possibile circolare, restituendo al terreno ciò che le piante coltivate hanno asportato durante il loro ciclo colturale. Si stima infatti che annualmente in Italia vengano prodotte circa 3 milioni di tonnellate di sansa di olive.

 

Per migliorare la struttura del terreno: Humovegetal

Humovegetal di Agribios è un ammendante organico a base di matrici organiche vegetali selezionate, tra cui polpino di sansa di olive. Ammesso all’uso in agricoltura biologica e sviluppato appositamente per gli orticoltori, si distingue per un rapporto C/N favorevole alla creazione di un’adeguata struttura del suolo. Gli acidi umici di Humovegetal esplicano attività stimolanti sulla coltura e migliorano l’efficienza nutrizionale della concimazione minerale, grazie alla specifica attività di chelazione degli elementi. Le zeoliti naturali contenute migliorano la capacità di scambio cationico e la disponibilità di elementi nutritivi apportati. Ogni lotto di produzione di Humovegetal è sottoposto a specifiche analisi chimiche multresiduali per escludere la presenza di elementi indesiderati, sempre più frequenti nei materiali vegetali di altre origini.

 

Bio Aktiveg, una marcia in più dai microrganismi inoculati

Bio Aktiveg è un attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata di origine 100% vegetale e inoculi batterici e fungini. Oltre a fornire sostanza organica ed elementi nutritivi, esso favorisce e orienta la proliferazione nel terreno dei microrganismi utili. La sua particolare composizione microbica, ricca di micorrize, Trichoderma harzianum, T. viride e batteri della rizosfera, limita con diversi meccanismi d’azione lo sviluppo di agenti patogeni responsabili di malattie dell’apparato radicale, come Fusarium, Pythium, Armillaria, Sclerotinia, Phytophtora, Rizoctonia ecc,. Ne consegue che Bio Aktiveg migliora lo stato sanitario della coltura, incrementando al contempo le rese.


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