Prove in campo
Dicembre 1, 2023

Scegliere il concime giusto per evitare le perdite di Azoto

La scarsa capacità dei suoli di trattenere Azoto sotto forma di ioni nitrato, dovuta in larga misura alla carica negativa di questi ultimi, da lungo tempo pone la concimazione azotata dei suoli coltivati al centro dell’attenzione. Una sua corretta gestione risulta infatti indispensabile per ridurne l’impatto sull’ambiente.

 

Perché occorre evitare il dilavamento dei nitrati

I nitrati lisciviati dalle piogge e dall’irrigazione migrano verso gli strati profondi del suolo e raggiungono le falde freatiche, dove rischiano di accumularsi, con possibili conseguenze negative sulla salute dell’uomo. Una volta ingeriti, infatti, i nitrati possono essere metabolizzati e trasformati in nitrosammine, potenzialmente cancerogene.
Allo stesso tempo l’accumulo di nitrati nei laghi e nei mari, trasportati dai fiumi e/o provenienti da coltivazioni prossime alle zone costiere, può dar luogo a fenomeni di eutrofizzazione, con proliferazione eccessiva di alghe mucillaginose e temibili disequilibri a livello di ecosistemi marittimi e lacustri.
Occorre infine ricordare che le perdite di Azoto dal terreno, oltre a impoverirlo, rappresentano un costo inutile quando esso viene somministrato tramite concimazione, in quanto lo allontanano dallo strato di suolo esplorato dalle radici delle piante coltivate, rendendolo di fatto non disponibile.

 

La Direttiva Nitrati e la qualità delle acque in Europa

Per arginare il problema della perdita di Azoto dai terreni coltivati, l’Europa ha legiferato in materia nel 1991, emanando la famosa “Direttiva Nitrati” (Dir. 91/676/CEE), finalizzata a “ridurre l’inquinamento delle acque sotterranee e di superficie causato direttamente o indirettamente dai nitrati di origine agricola e a prevenire qualsiasi ulteriore inquinamento di questo tipo, incoraggiando il ricorso a buone pratiche agricole”.
L’applicazione della Direttiva ha certamente avuto effetti positivi nel suo primo periodo di applicazione. Tuttavia, come sottolineato dalla UE in un Rapporto sull’inquinamento da Nitrati pubblicato nel 2021, a trent’anni dall’emanazione della Direttiva, a partire dal 2010 la qualità delle acque nel nostro continente è tornata a calare pesantemente, per effetto dell’inquinamento da Nitrati, di fatto azzerando i progressi fatti nei precedenti vent’anni di applicazione.
Appare quindi evidente la necessità di correre ai ripari, intervenendo su tutti i fattori che possono incidere sull’efficienza di assorbimento dell’Azoto distribuito nelle nostre coltivazioni.

 

Il ruolo della formulazione dei concimi

Tra questi fattori, certamente la formulazione dei concimi distribuiti gioca un ruolo di primaria importanza. Agribios Italiana da sempre crede nella superiorità della concimazione organo-minerale in termini di performance ambientali e nutrizionali. Il ruolo “protettivo” svolto dalla sostanza organica di alta qualità nei confronti degli elementi minerali contenuti nei concimi a marchio Agribios favorisce un’ottimale disponibilità di nutrienti per le colture.
AGRIAZOTO 300 è un concime organo-minerale azotato ad alto titolo, ideato per la concimazione delle colture molto esigenti in termini di Azoto. La composizione specifica della sostanza organica e le forme di Azoto in esso contenute determinano una cessione pronta e graduale dell’elemento nutritivo che, protetto da perdite per fenomeni di evaporazione e dilavamento, accompagna al meglio lo sviluppo e i fabbisogni delle colture.

 

AGRIAZOTO 300: la prova su frumento tenero in Pianura Padana

Nella stagione di coltivazione 2022-23, in collaborazione con il Centro di Saggio di Terremerse Soc. Coop, è stata condotta una prova di concimazione azotata su frumento tenero della cultivar LG Auriga, mettendo AGRIAZOTO 300 di Agribios a confronto con due concimi a cessione graduale, con lo scopo di verificarne l’efficacia dal punto di vista nutrizionale e le rispettive perdite di azoto per dilavamento, sotto forma di nitrati. I test sono stati eseguiti in parcelle collocate nel comune di Ravenna.
La semina delle parcelle è avvenuta nell’Ottobre del 2022 e i concimi sono stati distribuiti a inizio Marzo 2023, in corrispondenza dell’inizio della levata, in dosi tali da garantire, in tutti e tre i casi, 120 kg/ha di Azoto.
Nello specifico i tre prodotti testati nelle rispettive tesi sono stati:
• Tesi 1: concime minerale 32N (20% ureico + 12% ammoniacale) + 32% SO3 + DMPP
• Tesi 2: concime organo-minerale 30N (1% organico + 6% ammoniacale + 23% ureico) + 15% SO3
• Tesi 3: AGRIAZOTO 300.
Sono stati utilizzati micro sprinkler in grado di eseguire irrigazioni per aspersione con lo scopo di incrementare il dilavamento in caso di scarsa piovosità. L’andamento climatico molto piovoso specialmente durante il mese di maggio, unito alle irrigazioni per aspersione, hanno favorito fortemente il dilavamento dell’azoto, condizioni ideali per testare la resistenza dei diversi fertilizzanti.
I rilievi sono stati eseguiti tramite prelievi della soluzione circolante con lisimetri a suzione posizionati alle profondità di 15 e 30 cm. Contemporaneamente ai prelievi di soluzione, sono state campionate e analizzate le foglie, per verificare il contenuto in elementi nutritivi all’interno della pianta di frumento.
Alla raccolta (fine Giugno 2023) sono stati misurati la produzione (t/ha rapportato al 13% di umidità) e i parametri qualitativi umidità (%), proteine (% SS), glutine (al 13% di umidità) e peso specifico (kg/hl).
Dai dati raccolti è emerso che:
• la tesi 1, concimata con fertilizzante chimico contenente l’inibitore della nitrificazione DMPP, ha evidenziato le peggiori performance, sia in termini di resa sia di contenuto proteico. In termini di rilascio azotato si evidenzia inoltre un picco azotato nelle due settimane successive alla distribuzione seguito da valori bassi successivamente, indice di scarsa tenuta al dilavamento;
• le tesi 2 e 3 (fertilizzanti organo-minerali a confronto) hanno raggiunto rese produttive molto simili e un contenuto proteico molto elevato. Nella fattispecie, per quel che concerne le proteine, la tesi 3 con AGRIAZOTO 300 è stata la migliore, con mezzo punto percentuale in più rispetto alla tesi 2 e 2,1 punti percentuali in più rispetto alla tesi 1;
• in termini di Azoto in soluzione circolante, nella tesi 3 si rileva la presenza di nitrati a 15 cm anche due mesi dopo la distribuzione di AGRIAZOTO 300 (Grafico 1), dato confermato anche dal valore di Azoto fogliare più elevato rispetto alla tesi 2, dove non viene mai rilevato un contenuto significativo di nitrati in soluzione.

Grafico 1 – Contenuto di Azoto nella soluzione circolante e nelle foglie alle diverse date di prelievo.

Pertanto, entrambi i fertilizzanti organo-minerali testati hanno evidenziato performance nettamente superiori a quelle del prodotto con inibitore chimico DMPP. In particolare, AGRIAZOTO 300 è risultato il più resistente al dilavamento e, preservando l’azoto nel suolo fino alla fase di spigatura, ha permesso di raggiungere un più elevato contenuto proteico nella granella.

 


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