Concimi inoculati per una concimazione alternativa del kaki

Originario delle zone temperate della Cina, il kaki (Diospyros kaki) è oggi coltivato in Italia soprattutto in Campania ed Emilia-Romagna e in minor misura in altre regioni, in considerazione della sua adattabilità a diverse condizioni di temperatura.

Secondo i dati Istat, da una superficie in produzione pari a poco più di 2.700 ettari (su un totale di circa 2.900) nel 2022 l’Italia ha prodotto circa 540.000 quintali di kaki.

 

Coltivazione del kaki: a cosa prestare attenzione

Una delle particolarità del kaki, a cui occorre prestare particolare attenzione, è la sua predisposizione alla colatura dei fiori, normalmente prodotti in quantitativi molto abbondanti sui rametti dell’anno, e a una cascola abbondante dei frutti.

Per contenere questi due fenomeni e per favorire rese adeguate, occorre gestire in maniera oculata l’irrigazione: devono esser evitati gli eccessi idrici e/o i turni di irrigazione molto lunghi, perché in entrambi i casi la pianta tende a spingere molto sulla vegetazione, gli apici vegetativi diventano i centri di assorbimento primario di ciò che la pianta produce e i fotosintetati vengono sottratti a fiori e frutti, che pertanto cadono. Essendo tra l’altro privo di semi, il frutto non ha alcuna capacità di attirare sostanze nutritive verso di sé.

L’altra tecnica di cruciale importanza per gestire il vigore della pianta è la concimazione. La pianta va certamente “sostenuta” nella fase inziale di ripresa vegetativa, per favorire tanto lo sviluppo della chioma quanto la fioritura. Ma subito dopo quest’ultima fase e fino all’invaiatura, deve essere ridotta o eliminata la somministrazione di Azoto, a favore di una concimazione a base di Fosforo, per evitare che la pianta vegeti eccessivamente. Dopo l’allegagione è consigliabile riprendere le concimazioni azotate.

 

Concimazione alternativa del kaki: una proposta

In una prova di concimazione comparativa allestita nel corso della stagione 2023 a Castellaneta Marina (TA), su una superficie totale di circa 2 ettari coltivata a kaki cv Maxim sono state messe a confronto due strategie di concimazione, illustrate nelle Tabelle 1 e 2. Le prove sono state realizzate su due parcelloni della superficie di 0,5 ettari l’uno.

Maxim è una varietà precoce (periodo di raccolta: 20 settembre – 20 ottobre). L’appezzamento oggetto della prova presenta sesti di impianto di 4×2,5 m, con una densità di piantagione di 1000 piante/ettaro (impianto fitto) e con inerbimento totale (anche sulla fila) e permanente. Nel caso della tesi aziendale, il piano di concimazione riportato in tabella 1 è stato preceduto da una fertirrigazione, in sostituzione della concimazione organica al suolo, che non è possibile effettuare perché l’inerbimento permanente non consente di interrare il prodotto.

L’appezzamento è inoltre dotato di impianto di irrigazione a goccia: ogni pianta è servita da due gocciolatori da 16 litri/h. Per la potatura è stata adottata la tecnica spagnola Mataix, che prevede rami corti e frutti posizionati all’interno della vegetazione, per proteggerli dalle scottature.

Scopo della prova era valutare la possibilità di basare l’intero piano di concimazione sul solo apporto di concimi inoculati con microrganismi utili (Microtech Start e Microtech Power), come alternativa a un piano di concimazione aziendale che prevede la somministrazione di concimi minerali e organici.

Tab. 1 – Tesi 1, concimazione aziendale.

DATA PRODOTTO DOSAGGIO/ha
3/4 Urea agricola 40 kg
22/4 Nitrato di calcio

Agriemos

50 kg

20 kg

17/5 10.50.10

Agristimol

25 kg

15 kg

10/6 Urea fosfato 25 kg
17/7 20.20.20

Black Humic

25 kg

5 kg

8/8 Nitrato di calcio 50 kg
3/9 Nitrato di calcio

Agriemos

50 kg

20 kg

 

Tab. 2 – Tesi 2, fertilizzazione Agribios.

DATA PRODOTTO DOSAGGIO/ha
3/4 Microtech Start

Agriemos

Black Humic

10 kg

20 kg

5 kg

22/4 Microtec Power

Microtech Start

Agriemos

10 kg

4 kg

20 kg

17/5 Microtec Power

Agristimol

10 kg

20 kg

10/6 Microtec Power

Agristimol

10 kg

20 kg

17/7 Microtec Power

Microtech Start

Agriemos

Black Humic

10 kg

2 kg

24 kg

5kg

8/8 Agriemos 30 kg
3/9 Microtec Power

Agriemos

10 kg

20 kg

 

La linea Microtech di Agribios italiana

Microtech Start e Microtech Power sono concimi organici fluidi da impiegare rispettivamente nelle fasi iniziali della coltura (pre-emergenza, post trapianto o alla ripresa vegetativa di colture pluriennali) e durante le fasi di coltivazione di tutte le colture erbacee e arboree.

Ottenuti a partire da materiali vegetali e mediante un esclusivo processo di idrolisi enzimatica, essi apportano i principali elementi della nutrizione (azoto, fosforo e potassio nel caso di Microtech Start e solo azoto nel caso di Microtech Power), carbonio organico, enzimi, zuccheri, aminoacidi levogiri, peptoni, micorrize e batteri della rizosfera utili alle piante (PGPR, azotofissatori ecc.).

I consorzi microbici inoculati in Microtech Start (Trichoderma harzianum, Trichoderma viride, Bacillus subtilis, Bacillus megaterium, Azospirilli, Stremptomyces e altri microrganismi) e Microtech Power (Trichoderma harzianum, Trichoderma viride, Azospirilli, Azotobacter, Pseudomonas e altri microrganismi), biostimolano la coltura nelle diverse fasi fenologiche e migliorano l’assorbimento degli elementi nutritivi apportati o già presenti nel terreno ma non utilizzati, creando al contempo una barriera protettiva nei confronti dei patogeni attorno alle radici.

Microtech Start e Microtech Power sono entrambi ammessi all’uso in agricoltura biologica.

 

I risultati della prova

Per tutta la stagione, le piante delle due tesi si sono presentate del tutto simili in termini di vegetazione, nonostante nella Tesi 2 (fertilizzazione Agribios) non sia stato somministrato Azoto in maniera “tradizionale”.

Le differenze tra le due tesi si son rivelate all’atto della valutazione della produzione, in termini di numero e pezzatura dei frutti. In data 4 settembre, il numero medio di frutti per pianta si è rivelato più elevato nella tesi Agribios (56) rispetto alla tesi aziendale (43), mentre il diametro medio del singolo frutto è risultato di 64 mm nella tesi Agribios e di 65,85 mm in quella aziendale.

A raccolta, il 25 settembre, i frutti della tesi Agribios hanno rivelato un incremento di dimensioni molto importante, raggiungendo un diametro medio di 79,90 mm, mentre quelli della tesi aziendale si sono attestati su un diametro medio di 81,80 mm, con una differenza molto lieve rispetto alla tesi Agribios, non apprezzabile a vista. I pesi medi dei frutti sono stati di 224,7 g nella tesi Agribios e di 231 g in quella aziendale. Conseguentemente, la produzione media per pianta è stata di 12,7 kg nella tesi Agribios, contro i 9,98 kg della tesi aziendale. Va sottolineato a tal proposito che si tratta di piante giovani, dell’età di 5 anni, che pertanto non hanno ancora raggiunto il loro pieno potenziale produttivo, che a maturità potrebbe essere di circa 40 kg/pianta.

 

Come interpretare le performance della linea Microtech su kaki?

I concimi organici inoculati della linea Microtech, grazie alla loro formulazione avanzata, sono in grado di fornire alla pianta una nutrizione completa e continua, che ha dimostrato di offrire performance paragonabili se non superiori a quelle del piano di concimazione aziendale, che prevede la somministrazione di concimi minerali e organici. E questo nonostante la competizione nutrizionale esercitata dal cotico erboso.

La tesi Agribios ha generato un costo/ha superiore a quello della tesi aziendale, ma l’incidenza di tale incremento dei costi sarebbe stata molto inferiore nel caso di piante adulte, più produttive. Va inoltre detto che un’ulteriore prova potrebbe rivelare la possibilità di eliminare alcuni dei trattamenti effettuati nella tesi Agribios, con mantenimento delle performance. Da notare il fatto che nella tesi Agribios le piante hanno mostrato un migliore stato sanitario rispetto alla tesi aziendale.

Nel caso, infine, in cui si trovasse a operare in regime di agricoltura bio e nell’impossibilità di utilizzare concimi di sintesi, l’uso dei prodotti Microtech si rivelerebbe comunque una strategia vincente.

 


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