Focus colture
Aprile 2, 2024

Controllo dei Nematodi del tabacco: il ruolo sinergico della fertilizzazione

Nonostante la contrazione produttiva registrata dal 2000 a oggi, il tabacco riveste da tempo un ruolo importante nel panorama produttivo del nostro Paese, recentemente sancito dall’accordo siglato dal Masaf con i tre principali brand di trasformazione di questa materia prima, grazie al quale la filiera tabacchicola italiana beneficerà di importanti investimenti nel medio periodo.

Con le sue 40.000 tonnellate prodotte nel 2023, l’Italia rappresenta il Paese maggior produttore di tabacco in Europa. Nello stesso anno la superficie investita a tabacco in Italia è stata pari a 38.000 ettari, dislocati principalmente in cinque regioni: Veneto, Toscana, Lazio, Umbria e Campania.

I Nematodi tra le principali criticità nella coltivazione del tabacco

Complice la sua concentrazione principalmente in aree a elevata specializzazione, la coltivazione del tabacco è spesso in monosuccessione. La mancanza di rotazioni, come accade per qualsiasi altra coltura, porta con sé diversi problemi, tra cui l’aumento di diffusione di malattie e parassiti strettamente legati alla specifica coltura e, conseguentemente, dei danni da essi provocati. Sono inoltre condizioni predisponenti alla diffusione dei Nematodi le temperature miti e le granulometrie a sabbia prevalente, specie se in concomitanza con scarsa presenza di sostanza organica, fattore che amplifica il problema in tabacchicoltura, dove si tende a preferire i terreni sabbiosi perché più adatti a questa specie.

Tra i parassiti terricoli più temuti in tabacchicoltura vi sono i Nematodi, più in particolare Meloydogine incognita (galligeno) ed Heterodera tabacum (cisticolo). Come abbiamo già avuto modo di spiegare in un precedente approfondimento, i Nematodi che vivono a spese degli apparati radicali di numerose colture coltivate possono essere galligeni, nel qual caso le radici delle piante attaccate mostrano galle e ingrossamenti, oppure cisticoli, così denominati per la forma a cisti assunta dalla femmina adulta. Oltre a provocare uno sviluppo stentato della pianta, dovuto all’attività trofica a carico delle radici, i Nematodi sono pericolosi per il tabacco, così come per tutte le altre colture attaccate, per il rischio di trasmissione di virosi di varia gravità.

Contenere i danni da Nematodi: la sinergia tra protezione e nutrizione

Al di là dell’adozione degli avvicendamenti colturali, come detto non sempre possibili e/o economicamente sostenibili, altre buone pratiche agricole concorrono al contenimento delle infestazioni da Nematodi nelle coltivazioni di tabacco. Tra queste, per esempio, la coltivazione e il sovescio di piante biocide (Brassicacee), o in alternativa la distribuzione di panelli di Brassicacee o di Neem, ad azione repellente nei confronti dei Nematodi. Un ulteriore validissimo aiuto può provenire dalla distribuzione di sostanza organica inoculata con microrganismi utili, come funghi antagonisti – appartenenti ai generi Paecilomyces, Pochonia e Arthrobotrys – oppure di batteri ad attività adulticida, come Bacillus firmus e Streptomyces avermitilis.

Ciò che è importante sottolineare è che dalla messa al bando del Bromuro di metile come fumigante per i suoli, la rosa di sostanze attive e formulati a disposizione dei coltivatori per il controllo dei Nematodi nel suolo si è notevolmente ridotta, fatto che ha riportato all’attenzione di tecnici e operatori l’importanza dell’adozione di buone pratiche agricole e in particolare le potenzialità di una corretta gestione della fertilizzazione nel creare condizioni sfavorevoli alla diffusione dei Nematodi nei nostri suoli coltivati, permettendo un uso più morigerato dei trattamenti chimici. La riduzione dell’uso delle poche sostanze attive disponibili non solo abbassa il rischio di insorgenza di fenomeni di resistenza, ma riduce anche l’impatto ambientale del processo produttivo e la presenza di residui nei suoli, a tutto vantaggio della vitalità biologica di questi ultimi.

Agribios consiglia

Sono tre i prodotti di Agribios Italiana in grado di svolgere un’azione di riduzione della carica di Nematodi presenti nei suoli.

Nemakil 330 è un concime organico la cui matrice è costituita prevalentemente da panelli vegetali che, oltre a rappresentare il substrato ideale per lo sviluppo della flora microbica del suolo, creano un ambiente sfavorevole allo sviluppo dei Nematodi. Nemakil 330 è inoltre addizionato di Calcio.

Nemakil 400 è un concime organico azotato la cui matrice, esclusivamente di origine vegetale, è costituita principalmente da panelli di Neem. L’aggiunta inoltre di meso e microelementi, quali Ferro e Calcio, fanno di Nemakil 400 un concime organico dall’azione specifica.

Nemaplus è un concime organico in pellet con inoculo di funghi micorrizici. Oltre ad apportare sostanza organica umificata, contiene uno specifico consorzio microbico, che svolge azione inibente nei confronti dei Nematodi e biostimolante nei confronti del tabacco tramite la produzione di specifici metaboliti secondari.


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