Focus colture
Aprile 22, 2024

Concimi organo-minerali per la nutrizione azotata ottimale del riso

Una corretta nutrizione azotata del riso è fondamentale per garantire risultati apprezzabili dalla coltivazione di questo cereale.

L’azoto supporta la crescita vegetativa delle piante e aumenta resa e qualità delle produzioni, favorendo l’accestimento, lo sviluppo dell’area fogliare, la formazione e il riempimento delle cariossidi e, non ultima, la sintesi delle proteine, che incrementano la resistenza alla cottura.

Il riso e l’Azoto

Le forme chimiche di Azoto assorbite dal riso sono principalmente quella ammoniacale in sommersione e quella nitrica nelle fasi di asciutta (con un dispendio energetico decisamente maggiore), in minor misura quella ureica e quella aminoacidica.

La quantità e le forme chimiche di Azoto presenti nella soluzione circolante del suolo dipendono fortemente non solo dalla composizione del suolo stesso (soprattutto in termini di sostanza organica) ma anche dall’alternanza sommersione/asciutta. In particolare, l’asciutta (ovvero la condizione di aerobiosi) favorisce la nitrificazione, con trasformazione dell’ammoniaca in nitrati (più soggetti a lisciviazione), mentre la sommersione favorisce la presenza di ioni ammonio.

Il frazionamento della dose totale annua di Azoto su riso è sempre da prevedere, ma non è possibile generalizzarne lo schema, in quanto esso varia in funzione del contesto colturale (compresa la gestione idrica: semina in asciutta, irrigazione turnata, sommersione continua) e delle varietà coltivate (lunghezza del ciclo), potendo prevedere da due (pre-semina e differenziazione della pannocchia) a tre interventi (pre-semina, accestimento e differenziazione della pannocchia).

Effetti di carenze ed eccessi di Azoto su riso

Tanto la carenza quanto l’eccesso di Azoto possono avere effetti negativi sul riso ed eventualmente sull’ambiente.

In caso di disponibilità insufficiente, il riso manifesta clorosi, crescita stentata e sviluppo anomalo dell’apparato radicale, con radici meno numerose e più allungate. La produzione ne risente in termini qualitativi (per il minor accumulo di proteine nelle cariossidi) e quantitativi (per la diminuzione del numero di culmi e di spighette). La carenza di Azoto, più frequente in terreni a basso contenuto di sostanza organica e bassa CSC, può tuttavia verificarsi anche quando le unità fertilizzanti vengono applicate nel momento sbagliato o in modo improprio.

D’altro canto, un eccesso di concimazione azotata può aumentare la gessosità del riso e incidere negativamente sulle qualità estetiche, oltre rendere i tessuti più teneri e sensibili ad attacchi di malattie e parassiti. Un’errata e/o eccessiva concimazione azotata può infine avere ripercussioni negative sull’ambiente a causa delle forti perdite di unità fertilizzanti per lisciviazione o volatilizzazione. L’eccesso di Azoto porta anche a proliferazione indesiderata di alghe nelle acque durante le fasi di sommersione, così come a un maggiore rischio di eutrofizzazione delle acque stesse e dei bacini idrici riceventi quando si procede allo svuotamento delle camere.

Risulta pertanto fondamentale fare in modo che l’Azoto distribuito in ogni applicazione venga reso disponibile per la pianta in modo graduale. Si stima infatti che l’efficienza di utilizzo delle unità fertilizzati azotate da parte del riso sia molto bassa, tra il 30 e il 50%, a causa di perdite per dilavamento e denitrificazione (azoto nitrico), volatilizzazione (azoto ammmoniacale) e immobiilizzazione (entrambe le forme chimiche).

Concimazione azotata del riso: i vantaggi di quella organo-minerale

Per favorire questo rilascio graduale dell’Azoto è possibile ricorrere ai cosiddetti concimi “a rilascio controllato”, ovvero addizionati di inibitori – della nitrificazione o dell’ureasi – in grado di rallentare i processi di trasformazione dell’Azoto da una forma chimica all’altra. Utilizzata anche la calciocianamide, che oltre ad Azoto apporta Calcio, elemento fondamentale nella nutrizione del riso e importante per contrastare l’acidificazione dei suoli in risaia, legata alle prolungate sommersioni.

L’alternativa a questi prodotti è rappresentata dai concimi organo-minerali, che in virtù della loro formulazione cedono Azoto sia in pronto rilascio (frazione minerale), sia in maniera lenta e prolungata nel tempo, a seguito dei processi di mineralizzazione cui la matrice organica va incontro per opera dei microrganismi presenti nel terreno. Affinché vengano garantite queste performance, fondamentale è la qualità della sostanza organica impiegata nella formulazione dei prodotti, in particolare il suo livello di umificazione. La presenza di elevati quantitativi di sostanze umiche è infatti alla base della capacitò di scambio cationico dei concimi organo-minerali e conseguentemente dell’effetto protettivo nei confronti degli elementi nutritivi – che vengono pertanto ceduti gradualmente e con notevole riduzione delle perdite – nonché della loro capacità tampone.

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