Cereali: da una concimazione efficiente, vantaggi per la coltura, l’ambiente e l’agricoltore

Storicamente, la cerealicoltura in Italia interessa da Nord a Sud una parte cospicua della superficie agricola destinata a seminativi, poggiando su colture e filiere diverse, distinguibili in prima istanza in base alla destinazione d’uso del prodotto (alimentazione umana o zootecnia). Se a fare la parte del leone a livello di superfici investite a cereali sono frumento (duro e tenero), mais, orzo e riso, degne di nota in Italia sono anche le coltivazioni di avena e sorgo, mentre su superfici decisamente inferiori sono coltivati altri cereali come triticale e segale.

Pur rappresentando da sempre una fetta importante del settore primario, la coltivazione dei cereali in Italia ha subito nell’ultimo decennio alcune trasformazioni importanti, frutto di evoluzioni tecniche e di mutevoli dinamiche di mercato.

La cerealicoltura in Italia

Il Rapporto Istat datato aprile 2021, che prende in considerazione il decennio 2010-2019, segnala che nel periodo di tempo considerato le superfici investite a cereali in Italia sono diminuite di quasi il 15%, passando dai 3.619.477 ettari del 2010 ai 3.086.163 del 2019. In parallelo, nello stesso periodo è diminuito anche il peso percentuale dei cereali sul totale della superficie a seminativi, passando dal 51,9% al 45,9%. A essere interessato da una contrazione della cerealicoltura nel decennio in oggetto è stato soprattutto il Nord Italia, mentre Centro e Sud hanno vissuto un calo meno accentuato.

Lo stesso Rapporto, prendendo successivamente in considerazione i dati relativi all’annata 2020-2021, indica in Puglia e Piemonte le due regioni italiane con la maggior superficie investita a cereali, con la Puglia impegnata soprattutto nella coltivazione del grano duro e il Piemonte invece in quella del mais e del riso, che in questa regione vede collocarsi il 50% della superficie totale nazionale destinata a questo cereale.

Rispetto alle semine del 2010, quelle del 2020 hanno visto in Italia un calo deciso del mais e un incremento altrettanto importante del frumento, soprattutto di quello duro ma in una certa misura anche di quello tenero. Le ragioni di questi nuovi equilibri risiedono principalmente nei prezzi riconosciuti agli agricoltori (in crescita per il frumento, a causa dell’equilibrio favorevole tra domanda e offerta, e in calo per il mais), ma anche nel divario a livello di costi di produzione, maggiori nel caso del mais a causa delle maggiori necessità in termini di difesa.

Se il citato Rapporto Istat rileva che la pandemia non avrebbe avuto effetti significativi sulla redditività delle aziende cerealicole italiane, è invece prevedibile che il conflitto tra Russia e Ucraina (in atto da due settimane al momento della stesura di questo articolo), entrambi player di primaria importanza a livello globale nel settore cerealicolo, possa portare a nuovi equilibri nelle semine del 2022, nel nostro Paese così come in altre nazioni Ue.

Tecniche colturali per cereali di qualità

Nonostante la monosuccessione sia diffusa in specifici contesti cerealicoli caratterizzati da elevata specializzazione (risicoltura, stante il costo elevato della sistemazione dei terreni, e maidicoltura, per il legame con la zootecnia), i cereali si giovano di avvicendamenti colturali che li vedono precedere o seguire le colture sarchiate – come pomodoro, leguminose da granella e barbabietola – o le leguminose foraggere. Possono ovviamente sussistere avvicendamenti tra cereali diversi come orzo – frumento o frumento – mais.

Sia pure con differenze anche estremamente marcate tra colture, in funzione della destinazione del prodotto, della stagionalità (cereali autunno-vernini e cereali primaverili-estivi) e delle condizioni pedoclimatiche, la coltivazione dei cereali richiede particolare attenzione sia in fase di avvio della coltura (preparazione del terreno e del letto di semina, concimazione di fondo), sia in copertura, in questo caso con particolare riferimento alla gestione delle malerbe, alla difesa da patogeni e insetti, alla prevenzione di stress abiotici come stress idrico (da ristagno e da siccità, a seconda dei casi) tramite un’oculata gestione del terreno e dell’irrigazione e, infine, ancora una volta alla concimazione.

Concimare i cereali: il ruolo dei diversi elementi nutritivi

Posto che per ogni cereale il quantitativo totale di ciascun elemento nutritivo che occorre distribuire nell’arco della stagione varia in funzione della resa attesa/desiderata, si possono fare alcune considerazioni generali sul ruolo dei diversi elementi nutritivi e sulle epoche di distribuzione.

L’Azoto stimola la crescita della pianta e migliora la qualità della granella. In caso di carenza di verificano sviluppo stentato e pigmentazione clorotica delle foglie, mentre l’eccesso provoca allettamento. La distribuzione dell’Azoto deve essere normalmente frazionata in due – tre interventi, che possono contemplare sia concimi granulari a pronto effetto o a cessione controllata, da distribuire al suolo (meglio se in distribuzione localizzata), sia concimi fogliari (in copertura), in entrambi i casi minerali o organo-minerali. Particolare attenzione dovrà essere posta ai ritmi di assorbimento della pianta, per evitare fenomeni dispersione dell’Azoto nel terreno e dilavamento nelle falde acquifere, in particolare di nitrati.

Anche il Fosforo influisce positivamente sulla crescita della pianta, con maggiori necessità durante le prime fasi di sviluppo, e in caso di carenza dà luogo a sviluppo stentato e pigmentazione antocianica delle foglie. Come è noto, il fosforo è caratterizzato da scarsa mobilità nel terreno, con incremento della problematica in caso di pH acido (retrogradazione e formazione di precipitati di fosfati di Ferro e Alluminio) e pH basico (insolubilizzazione da formazione di fosfato tricalcico). Questa evidenza rende auspicabile la distribuzione localizzata in pre-semina.

Il Potassio stimola la fotosintesi e la deposizione dei fotosintati nella granella, oltre a conferire resistenza a freddo e siccità, ottimizzando l’utilizzo dell’acqua disponibile. Rende inoltre la pianta più resistente agli attacchi di patogeni e all’allettamento, migliorando la struttura cellulare. La carenza di Potassio può portare a colorazioni alterate delle foglie e a disseccamento degli apici fogliari. Il Potassio è normalmente presente in quantitativi sufficienti nei terreni destinati alla cerealicoltura, ma in caso di carenza questo elemento viene apportato interamente con la concimazione di fondo.

Da non sottovalutare in cerealicoltura è anche il ruolo del Magnesio, indispensabile per favorire una buona attività fotosintetica, che si riflette positivamente sul peso dei mille semi, e dello Zolfo, che influenza positivamente la nutrizione azotata e al contempo favorisce una composizione proteica equilibrata della granella.

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SUPERORO contiene azoto e fosforo che, essendo legati a molecole proteiche, non sono direttamente utilizzabili dalle piante ma vengono resi disponibili con gradualità e con ritmi sintonizzati alle esigenze nutritive delle colture. Non sono lisciviati e insolubilizzati nel terreno come quando sono contenuti nei concimi minerali e promuovono una eccezionale attività biologica. Alle prime necessità alimentari delle colture provvedono gli aminoacidi, successivamente i peptidi e infine le proteine. Le stesse considerazioni possono essere estese anche al fosforo. I materiali proteici contenuti in SUPERORO costituiscono l’unico alimento azotato utilizzabile dai microrganismi eterofili, la cui attività si riflette anche sulla solubilizzazione dei fosfati ossei contenuti nel prodotto.

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