Materie prime e formulazioni
Novembre 21, 2022

Borlande per terreni stanchi e difficili

Tra le tecniche che contribuiscono all’incremento della sostenibilità della fertilizzazione, vi è certamente la valorizzazione a uso agricolo di materiali di scarto e sottoprodotti di diverse lavorazioni, afferenti al settore agroindustriale e non solo. Ne abbiamo parlato occupandoci di letami, polpino e di farine di ossa e carne.

Anche le borlande, cui è dedicato questo approfondimento, sono un esempio di applicazione dell’economia circolare in agricoltura, dove da una coltura si ottengono prodotti e sottoprodotti, una parte dei quali tornano a nutrire il terreno che ha garantito nutrimento alla coltura stessa.

 

Cosa sono le borlande?

Le borlande sono il residuo del processo di fermentazione e distillazione di materiali contenenti zuccheri, come barbabietola e canna da zucchero, vinacce, patate e cereali. Le principali destinazioni d’uso delle borlande, che possono essere fluide o essiccate, contemplano la produzione di biogas e il loro inserimento nella composizione di mangimi o nella formulazione di concimi organici e organo-minerali.

Le considerazioni che seguono si riferiscono alla borlanda di barbabietola, ottenuta a partire dal melasso, il liquido denso e scuro che residua dall’estrazione dello zucchero.

borlande da melasso per terreni stanchi

 

La borlanda da melasso: azoto, potassio e sostanza organica

Utilizzata tal quale, o in miscela con altre matrici, la borlanda di melasso si rivela particolarmente interessante come concime in virtù del suo elevato contenuto in Azoto (3-4% sul tal quale, di cui la maggior parte organico, ma in minor percentuale anche nitrico e ammoniacale) e Potassio (6-7% sul tal quale espresso come K2O), mentre il contenuto in Fosforo è trascurabile.

Sempre sul tal quale, la sostanza organica oscilla tra il 45 e il 50% e contiene elevati quantitativi di aminoacidi, proteine e zuccheri che, distribuiti al terreno, stimolano la proliferazione microbica e lo sviluppo del capillizio radicale delle colture. La particolare composizione della borlanda ne fa dunque un concime in grado di rendere disponibili elementi nutritivi sia a pronto rilascio che a lenta cessione e di influenzare positivamente la fertilità biologica dei suoli.

 

Terreni stanchi e/o “difficili”: l’utilità della concimazione con borlande

In considerazione delle caratteristiche compositive riportate nel paragrafo precedente, l’uso di concimi organici o organo-minerali contenenti borlande è particolarmente consigliato nel caso di terreni stanchi, ove le colture manifestino cali di rese o riduzioni dello standard qualitativo dei prodotti. L’effetto “booster” è in tali situazioni ampiamente dimostrato e documentato in Bibliografia. A titolo di esempio, si segnala questa pubblicazione apparsa recentemente in BMc Plant Biology, nella quale vengono illustrati gli effetti positivi sulla composizione dei suoli e sulla riduzione dell’impatto ambientale da reflui industriali (grazie al loro reimpiego) derivanti dall’applicazione su terreni “difficili”, collocati in Egitto, di borlande da barbabietola e canna da zucchero abbinate a pollina. Si tratta di suoli, molto diffusi in questo Paese, a forte componente calcarea, dai pH elevati e dallo scarso contenuto in sostanza organica, sui quali le rese sono spesso insoddisfacenti. Essi hanno mostrato di beneficiare in maniera significativa dell’applicazione di queste due matrici organiche, con miglioramento della struttura, della disponibilità di nutrienti, del pH e della vitalità microbiologica.

 

La borlanda può essere usata in agricoltura biologica?

L’uso di concimi a base di borlande è ammesso in agricoltura biologica a patto che, come espressamente riportato nella legislazione vigente, il loro processo produttivo non preveda l’estrazione con sali ammoniacali.

 

La borlanda nei concimi Agribios

BIOKALIUM 338 è un concime organico attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata, panelli proteici vegetali e borlanda biologica (non estratta con Sali ammoniacali), formulato in pellet. La particolare composizione a base di complessi umo-minerali, garantisce la cessione graduale e costante dei nutrienti contenuti, limitando le perdite degli elementi nutritivi, mentre la particolare composizione della sostanza organica contenuta favorisce la fertilità microbiologica dei suoli. Particolarmente indicato per la concimazione di vigneti, frutteti e orticole in serra e in pieno campo.


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